Mutui, quali garanzie?
Le banche che concedono prestiti o le società finanziarie, richiedono, per la stipula stessa del contratto, delle garanzie, sia reali che personali.
- Per prima cosa viene valutato l’immobile che verrà sottoposto ad ipoteca di primo grado, per un valore che di solito supera quello reale, talvolta raggiunge il 150 o anche il 200% dell’importo del mutuo, e permette alla banca, qualora il mutuatario divenisse insolvente, di espropriare e rivendere l’immobile in oggetto .
- Viene calcolata la capacità reddituale del mutuatario, che sta anche alla base del calcolo delle rate, le quali non superano di solito il 35/40% del reddito disponibile.
- Talvolta, quando al mutuatario non viene attribuita una capacità reddituale e patrimoniale sufficiente a garantire il rimborso del mutuo, gli istituti di credito richiedono una garanzia personale da parte di un terzo: una fideiussione, con la quale, un terzo soggetto si impegna ad assolvere personalmente agli impegni assunti dal mutuatario nel caso in cui questo divenisse inadempiente.
- Ci sono poi delle forme di assicurazione, che talvolta sono imposte dagli stessi istituti di credito o che il mutuatario può scegliere di stipulare autonomamente, e che lo mettano al riparo da eventi imprevisti che lo possano colpire in prima persona (riguardando la propria salute, il proprio lavoro…), o che possano colpire l’immobile posto in garanzia.
Capita, sotto un’attenta analisi della capacità reddituale del cliente, che le banche concedono dei mutui senza garanzia reale, dove cioè l’unica garanzia sia data dalla capacità reddituale del mutuatario: sono detti mutui chirografari. Proprio per la loro particolarità e per il fatto che la capacità reddituale di un individuo può variare nel tempo, i mutui chirografici vengono concessi di solito per una durata non superiore ai 5 anni.
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